Luigi Verzè detto “Don”
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(Il “cupolone” del San Raffaele a Milano)
Mi sto chiedendo se sia giusto o meno leggere la vicenda del San Raffaele, un’eccellenza nel campo sanitario, partendo dalla figura del suo fondatore.
Il prete imprenditore, il cui profilo umano è complesso, contraddittorio e straordinario al tempo stesso, ci ha lasciati a poco distanza dal suicidio del suo braccio destro. La magistratura ha sequestrato le cartelle cliniche di Don Verzè, instillando un’ ombra di sospetto sulla sua morte. Il dubbio che tutto non sia chiaro e che potrebbe trattarsi non di morte naturale, per quanto riguardo il prete,e non di suicidio,per il suo braccio destro, è forte!
Non si può disconoscere che Luigi Verzè è stato l’artefice di uno tra i più qualificati nosocomi italiani, e non solo: neanche il crac finanziario e il sospetto di riciclaggio di fondi neri può offuscarne la valenza! Va detto però, a posteriori, che la megalomania di cui era pervaso mal si conciliava con il sacerdozio! Ho sempre avuto la percezione che Don Verzè volesse lasciare testimonianza delle sue abilità imprenditoriali , tralasciando la missione di fede più confacente all’abito talare.
In una lettera chiusa indirizzata alla magistratura ha scritto: ” …Ora so cosa significa essere Cristo, tempestato da insulti sulla croce …” . Cos’è questa se non megalomania all’ennesima potenza!?
Due pesi e due misure!!
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I parlamentari tedeschi hanno un compenso (appannaggio?) mensile di circa 6.000 €, quelli italiani di circa 14.000 €. Gli operai tedeschi percepiscono un salario di circa 1.800 €, quelli italiani non arrivano a 1.400 €.
Questo squilibrio tra garantiti e non, a mio parere è destinato a resistere a lungo! Con ogni probabilità non se ne sarebbe mai parlato se la classe politica non fosse stata costretta “dall’altra Europa” a darsi una regolata!
I provvedimenti che adotterà a brevissimo il governo potevano essere già uno strumento in tal senso. Così non è stato però.
La manovra (l’ennesima in questo anno) , secondo quanto afferma Monti sarebbe ispirata da principi di equità, con tagli e sacrifici distribuiti proporzionalmente. In effetti però, non incide significativamente sul versante dei tanti, troppi, privilegi che godono da tempo le varie “caste” di questo Paese .
E’ ovvio che l’obiettivo dell’esecutivo è fare cassa; Quindi, semplicisticamente è stata imboccata la via più breve, andando a rastrellare nei soliti ambiti: pensioni, casa, iva ( che significa aumento dei prezzi al consumo)!
Il perché si spara ancora nel solito mucchio è lapalissiano: mettere mano ai grandi patrimoni, ad esempio, avrebbe richiesto tempi non compatibili con la congiuntura del momento! La fretta di uscire dalla zona a rischio ha quindi orientato il governo verso strade subito percorribili, penalizzando ancora una volta le fasce deboli del Paese.
La questione quindi ci riporta inevitabilmente al deficit di politica che questo Paese ha subito da un ventennio a questa parte. I mali di oggi, che nascono nella così detta prima repubblica si sono acuiti dalla crisi del mondo globalizzato, ma sono stati lasciati lievitare ed ingigantirsi dall’inerzia dell’odierna classe politica che non ha saputo usare la lungimiranza, non ha creato condizioni di sviluppo e al contempo non ha ammodernato il sistema Paese, continuando a lasciar andare la barca lungo la corrente, con il rischio che oggi possa schiantarsi contro le innumerevoli e dure rocce di cui la traballante Europa è disseminata!
In definitiva, qual’è il dramma? Ci troviamo a fronteggiare una crisi globale, con un Paese che ha tantissimi problemi annosi ed irrisolti, ed una classe politica decotta e con un basso tasso di credibilità interna ed esterna.
Siamo ormai giunti in prossimità di un’inevitabile rifondazione dello Stato che dovrà realizzarsi anche mediante un nuovo e più equo patto sociale.
I tre “compari” e il “robot” Monti.
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Sfogliando i quotidiani on-line ci si rende conto che tanto stupidi gli italiani non sono! I vari commenti agli articoli riguardanti le misure che il governo “tecnico” sta per emanare sono di segno chiarissimo! Nessuno, ma dico nessuno, percepisce Monti e la sua compagine come i responsabili delle annunciate misure “lacrime e sangue”; Tutti invece inveiscono contro questo o quel partito, minacciando di far mancare il consenso nelle urne.
Sono perfettamente concorde: i provvedimenti che verranno adottati saranno politicamente addebitabili alle forze che in parlamento voteranno li . E non può essere che così.
Aver piazzato il “robot” Monti a fare quello che sarebbe stato compito del parlamento e del governo non salva nessun politico! Spero che il popolo, almeno per una volta, avrà memoria storica allorquando verranno indetti i comizi elettorali.
CENTOMILA. GRAZIE A TUTTI VOI.
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Più di centomila visite sono per me un motivo di orgoglio. Devo ringraziare chi mi segue assiduamente e i vistatori sporadici. Ma un grazie più grande va a coloro che commentano i miei post ( sdat è tra i più assidui). Ho avuto anche il piacere di essere inserito tra i blog del giorno, perciò ringrazio anche lo staff di tiscali.
saluti a tutti i miei lettori
Governo tecnico!?
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Monti prima ancora di insediarsi è già alle prese con le questioni di natura politica. Questo cosa può significare ? Che il professor nasce capo di un governo tecnico, ma poi di fatto si muove dentro le logiche della politica italiana. E siamo solo agli inizi, anzi ai preliminari! Mi immagino cosa non dovrà faticare quando proporrà i primi provvedimenti . Peraltro, lui stesso ha detto che rimetterà l’incarico se non dovesse trovare l’accordo dei partiti. E ha ragione, non può che essere così. I governi tecnici a mio modo di vedere non esistono o lo sono solo nominalmente, poi gioco forza, e per fortuna aggiungerei, devono confrontarsi con il parlamento, con le istituzioni, con le forze sociali, devono mediare, devono ascoltare, devono accogliere suggerimenti, in definitiva sono “costretti” ad un minimo di mediazione.
Alla luce di queste considerazioni vi è un’unica certezza : la politica italiana di fronte al vortice che sta avviluppando l’Europa si è rivelata inadeguata, abdicando al proprio ruolo e ricorrendo ad un “tecnico” per tentare di uscire dal guado!
Ammesso che nel breve periodo passi “ ’a nuttata” , il Paese però si ritroverà politica, istituzioni e struttura della società assolutamente inadeguate; la seconda repubblica, semplificando con un luogo comune, è passata in un soffio, lasciando i vecchi problemi praticamente irrisolti.
Abbiamo in primis quindi la necessità di evitare il default, ma subito dopo dobbiamo partire ad innovare lo Stato dalle sue fondamenta.
La politica ha fatto un passo indietro!
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(Berlusconi si reca al Quirinale contestato dalla folla )
Il governo Monti che nascerà al più tardi domani con l’obiettivo di evitare che la barca affondi definitivamente, sarà composto da tecnici, e dovrebbe avere vita non lunghissima; Ho la percezione però che la politica italiana, ingoiato il rospo, ormai si rassegni a far completare la legislatura al nascente governo di emergenza; non fosse altro per dar tempo alle lacerate strutture partitiche di leccarsi prima le ferite e poi di riorganizzarsi.
Intanto, stasera Berlusconi ha chiuso la sua parabola con un video registrato e mandato in onda , tra tante polemiche,sulle televisioni di Stato. A me è apparso sicuramente patetico e probabilmente anche non genuino. L’ex premier ha voluto ripetere, alla lettera, alcuni passi dello stesso messaggio che diffuse nel lontano 1994 in occasione della sua “discesa in campo”; l’unica nota positiva viene dall’invito alla pacificazione, purtroppo però fuori tempo e in ritardo rispetto alle nefaste contrapposizioni che hanno segnato i primi tre anni di questa legislatura, spesi appunto in sterili polemiche e contrassegnati dal muro contro muro e con l’unico scopo di vituperare l’avversario.
Se il discorso di Berlusconi mi è apparso inopportuno, non posso però plaudire alla manifestazione (spontanea?) messa in atto in piazza del Quirinale; tramonta la stella di un uomo di potere che , ad ogni buon conto, ha segnato un quarto di secolo di questo Paese con il consenso, volente o nolente, di larga parte della società, e che si trova come altri della storia (non solo italiana) di fronte al dileggio anche di cattivo gusto, che assomiglia nei termini e nelle modalità alle invettive che si odono nelle curve degli stadi. Probabilmente tra quella folla hanno trovato spazio anche coloro che durante il “regno Berlusconi” hanno condiviso o quantomeno non hanno avuto il coraggio (?) di dissentire, di scendere in piazza, di opporsi allo strapotere dell’uomo di Arcore: non solo popolo viola, indignati, disoccupati organizzati hanno schernito il leone ferito!
Da ultimo, va riflettuto che Berlusconi non è stato sconfitto in Parlamento, non è stato messo alle strette dalla magistratura, non è caduto vittima del “bunga bunga”, non è stato battuto elettoralmente: niente di tutto questo, niente e nessuno nel paese è riuscito a scalzarlo. Solo fattori esterni hanno piegato il Cavaliere che non ha avuto la capacità di contrastare fenomeni negativi di natura globale . Questa deve far meditare quanti pensano che la caduta di Berlusconi abbia risolto tutto.
Siamo all’inizio di un lungo percorso che vede la politica tutta, di sinistra e di destra, alle corde, con un’enorme calo di consenso, surrogata da tecnici. ma cosa ancor più grave umiliata da lettere, diktat, “consigli” che giungono da altri paesi. Mentre Monti tenta di risanare l’economia, gli italiani su tutto questo sono chiamati a riflettere!
Macerie…!!
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Siamo alle viste, probabilmente, dell’atto finale di questa travagliata legislatura: Il voto di oggi sul Rendiconto potrebbe mettere fine al governo Berlusconi.
Niente e nessuno però è in grado, purtroppo, di prefigurare quale sarà il prossimo scenario politico istituzionale. E’ paradossale, ma la confusione è l’unico elemento comune ai due schieramenti, che appaiono spaventati di fronte alle questioni da affrontare e , soprattutto, privi di strategie. A destra come a sinistra, nessuno è in grado di delineare percorsi condivisi e finalizzati ad avviare la soluzione della crisi! Tant’è che molti, è anche il mio modesto pensiero, ritengono che l’eventuale uscita di Berlusconi non si rilevi risolutiva.
Taluni, addirittura, pensano che con la caduta del governo la situazione del nostro Paese possa ulteriormente precipitare! Non sono di questo avviso, però credo che non si possa far derivare tutto dal passo indietro di Berlusconi: non basta. E’ necessario che le opposizioni ( tante, divise e variegate) trovino un comune denominatore per proporsi alla guida del Paese, ma soprattutto che concordino pochi, chiari e decisivi provvedimenti da adottare.
Il rischio che oggi corre il Paese è di trovarsi di fronte ad una situazione di ingovernabilità con i barbari alle porte (debito pubblico ,spread, mercati finanziari in picchiata).
Non so quanto sia consapevole di tutto questo il nostro primo Ministro, che mi pare ormai chiuso in un fortino traballante, assediato com’è dalle sue stesse truppe, tant’è che ieri sera per decidere se mollare o meno non ha riunito il vertice del partito, bensì Confalonieri, la figlia Marina e tutta la dinastia. E si, perche Lui non ha mai avuto, ora meno che mai, la consapevolezza di governare un paese, ma ha sempre ritenuto il suo impegno in politica un fatto personale, familiare e delle sue attività imprenditoriali. Perciò ritiene infedeli e traditori coloro che non condividono più la sua dannosa inerzia. Berlusconi sente attaccare il suo “regno” e non ne capisce la ragione, perché si è andato convincendo in questi anni di essere il predestinato!
La situazione dell’Italia, alla luce delle considerazione svolte, mi pare grave: siamo in uno stato preagonico dal quale si può ancora uscire, però bisogna fare in fretta, con il contributo di tutti, non è sufficiente l’impegno di una sola parte.
L’appello è soprattutto ai cittadini e alla società civile, perché mi pare che il ventennio berlusconiano abbia ridotto la Politica ad un cumulo di macerie!!
In attesa del G20
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Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del Buon Governo, Siena (1338-1339)
La Grecia con un piede nel baratro si aggrappa alle “brache “ dell’Italia trascinando anch’essa nel gorgo del paventato default; Questa metafora potrebbe essere una possibile rappresentazione visiva della crisi che sta attanagliando i membri più deboli dell’U.E., ma che non tarderà ad aggredire anche le due nazioni per ora ritenute più salde: la stessa Francia vede salire lo spread e rischia il tracollo di quelle banche che sono infarcite di titoli di stato greci ed italiani.
In questo scenario poco rassicurante, il nostro governo appare incapace di assumere decisioni, di affrontare la crisi con misure adeguate, di avviare il risanamento, di riformare lo stato e le istituzioni, di dare fiato all’economia e di ridurre la disoccupazione che ormai ha raggiunto soglie insostenibili. Il governo è spaccato al suo interno e l’unico collante che tiene insieme i cocci è la paura di mollare, di passare la mano, di dichiararsi inadeguati. La crisi ,che non è figlia di questo esecutivo e di questa maggioranza, ha impietosamente messo a nudo le divisioni interne al Pdl e tra lo stesso e la Lega Nord. Finchè ha pagato la politica dell’immobilismo, del galleggiamento, sostanzialmente dell’inerzia , tutto è filato liscio, appena fattori esterni ( la BCE, L’Europa e i mercati finanziari) hanno rotto l’equilibrio il meccanismo è imploso; ed un chiaro segnale di questa deflagrazione è il contrasto, quantomeno singolare, tra il primo ministro e il ministro dell’economia; difatti, Tremonti, con le sue assenze ai vertici, da la sensazione di volersi chiamare fuori per non impantanarsi nelle sabbie mobili in cui si sono cacciati Berlusconi e i suoi fedeli ( che cominciano ad essere di numero sempre più ridotto!).
Se Atene piange, Sparta non ride. Il composito e variegato cosmo dell’opposizione a sua volta appare inerme ed assolutamente inadeguato ad esprimere un eventuale forza di governo in grado di risolvere le questioni sul tappeto. L’opposizione, soprattutto quella di sinistra, non ha la forza, la coesione ma soprattutto il coraggio di buttare il cuore oltre l’ostacolo, prendendo l’iniziativa di proporre soluzioni ed ipotesi di risanamento. Anch’essa, tutta l’opposizione, guarda e pensa alle future elezioni, e pertanto in questa ottica non vuole sporcarsi, perché teme l’impopolarità, perciò spera che il “calice amaro” lo beva tutto per intero l’attuale maggioranza. Un calcolo utilitaristico che senza dubbio in politica è lecito.
Nel brevissimo periodo, non c’è alternativa, vanno adottate, a mio parere queste misure:
• Patrimoniale sui beni immobili ( case, auto di lusso, barche);
• Prelievo forzoso dai conti correnti più ricchi ( 200mila euro);
• Aumento delle tassazioni sulle rendite finanziarie;
• Riduzione del 30% dei vitalizi ai parlamentari;
• Aumento di un punto dell’Iva;
• Abolizione dell’Irap;
• Riforma del regime fiscale;
• Innalzare da subito il minimo contributivo per le pensioni di anzianità a 40 anni;
• Entro il 2020 abolizione delle pensioni di anzianità.
• Abolizione delle provincie;
• Riduzione del numero dei parlamentari.
Per fare tutto ciò però, vista la grave situazione attuale, sarebbe opportuna, come ha detto il Capo dello Stato, un’intesa di tutto l’arco parlamentare per tentare al più presto di sconfiggere il demone della crisi. Auspicabile sarebbe un governo di unità nazionale che in questo ultimo scorcio di legislatura portasse a compimento il risanamento e le riforme necessarie, per presentare un Paese più credibile all’Europa ed ai mercati.
Spaghetti con le cozze ( alla coca…)
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I nostri nonni ci raccomandavano di non esagerare con l’impepata di cozze! Un uso eccessivo del mitile può infiammare le emorroidi e causare financo eccesso di stimolo sulla peristalsi e la relativa evacuazione! A volte la cozza ha prodotto effetti nefasti per intere città (chi non ricorda il vibrione del colera a Napoli negli anni 70!?), altre volte ancora ha scatenato semplicemente “cacarella” , tra commensali anziani riuniti per una cena sociale, piuttosto che tra improvvidi turisti che ne avevano ingurgitato quantità industriali, con corse tragicomiche di figure doloranti e piegate su se stesse verso l’agognato “cesso”!
Ora la cozza, invece, in quel di Milano assurge a ben più alta funzione che non quella della tragicomica “defecatio”, ripulendo l’acquedotto milanese dalla cocaina: Si, proprio così, dalla cocaina!
L’efficienza mitteleuropea dei milanesi si è spinta oltre, sfruttando le note qualità di “spazzino ” che il mitile in questione possiede, affidando il compito di ripulire l’acqua che sgorga dai rubinetti dalla nota sostanza stupefacente, che a Milano, (più volte abbiamo letto notizie in tal senso), scorre a fiumi, tant’è che se ne trovano tracce anche nel grande padre Po!
E’ stato anche pensato a come smaltire le cozze a fine ciclo vitale: pare siano destinate all’inceneritore. E qui invece sono mancate fantasia e “capacità” imprenditoriale, si sarebbero potuti allestire banchetti a base di cozze alla coca, che per il consumatore della sostanza viene anche più comodo. Vuoi mettere mangiare un piatto di spaghetti dopanti, invece di tirare piste di polvere con banconote arrotolate? Eheheh. Che volete che vi dica, di fronte a notizie come queste mi viene una “vis dissacratoria” irrefrenabile.
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/milano-cozze-antidroga-acquedotti-cocaina-991708/
Ha ragione LUI? E’ meglio il “partito della gnocca” ?
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La giornata politica di ieri ci consegna due perle straordinarie: Amato candidato a governare la Banca d’Italia , Scajola e Pisanu che imbastiscono relazioni e complottano per far cadere il governo.
Il “dottor Sottile”, uomo politico che ha attraversato indenne il “craxismo” e “mani pulite”, che ha ricoperto la carica di presidente del Consiglio nel trascorso millennio ( 1992!!), sebbene sia uomo di grandi qualità , non è la soluzione che ci attendevamo. Intanto è il segno che in questo Paese si guarda ancora e sempre indietro, presentando sullo scenario economico europeo un personaggio così datato.
I partners Europei, le società di rating, la finanza internazionale attendono dall’Italia segnali forti di cambiamento, e noi per tutta risposta ci rivolgiamo al passato, affidando le istituzioni a politici che hanno fatto il loro corso!
«Senza un approdo certo, dove andiamo? Rischiamo di finire dritti al voto senza uno straccio di partito che ci candidi». Un’affermazione eloquente ed illuminante di Scajola! Il vecchio volpone democristiano e Pisanu (di lui avevo più stima per la verità!) già sono al lavoro per ritagliarsi spazi per il prossimo agone elettorale! Sono pronti a “pugnalare” Berlusconi, e cercano affannosamente abboccamenti con il terzo polo di Casini, Fini e Rutelli.
Pur di rimanere a galla, gli ex democristiani, sono pronti a tutto!
A questo punto, non è meglio buttarla in vacca come ha fatto Berlusconi annunciando la costituzione del “partito della gnocca”? Almeno lui qualche risata la suscita!
Bossi, a questa tornata invece, non ha parlato di secessione, ma ha saggiamente detto che bisogna prontamente riformare la legge elettorale e subito dopo andare alle elezioni! Mi sembra una proposta sensata e condivisibile. Il governo e la maggioranza, così conciati non possono arrivare alla scadenza naturale della legislatura: sarebbe, però, una jattura indire i comizi elettorali a “porcellum” ancora vigente! Tenuto anche conto che un milione e duecentomila cittadini hanno firmato il referendum per abrogare la “legge Calderoli”.






